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Antonio

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"... sono come tu mi vuoi, ma il contrario di quello che pensi..."

MERDRE

 

PER LA MIA CANDELA VERDE

 

 

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Mar. 13

Aspettando Godot

ma è arrivato?...si...no...forse!?!
February 05

amore o sesso?

fai sesso con chi ti capita perchè è un'attitudine per te  e ti piace da impazzire... fai l'amore solo con chi sei innamorato e dopo che l'hai fatto si verifica uno di questi due casi; o ti allontani ripudiando quella persona o ti unisci ancora di più...
(sfido tutti a dire il contrario)
mi sn capitate entrambe le cose... e nell'ultimo caso  mi sn accorto di non essere solo innamorato o infatuato, ma addirittuta amare nel senso di PERDERE A TAL PUNTO LA TESTA i non rendersi conto nemmeno di che giorno sia, e di dv ci si trovi
January 06

autunno a pechino

ho appena finito di leggere AUTUNNO A PECHINO di Boris Vian... dico solo che è qualcosa di eccezionale...
 
è stato pubblicato in italia solo 4 mesi fa... LA DESTRA ITALIANA non ha mai voluto che fosse pubblicato, ma ringrazio la casa editrice di Palermo SELLERIO e lo stato francese che ha permesso questa diffusione anche in Italia...
 
e adesso ragazzi,
 
e chi ama leggere,
 
tutti in

         EXOPOTAMIA

 

 

Senza nome
 
 
 
 
Può un autobus che percorre una mattine le stradi francesi trasportare il suo unico passegero in un mondo parallelo? certamente, se il conducente si chiama Boris Vian, che in tal modo ci conduce in un'altra dimensione, dove si trova l'Exopotamia, paese misterioso e desertico in cui strani personaggi ruotano attorno ad un'assurda impresa ingegneristica: la costruzione di una ferrovia che non conduce in nessun posto, fin dall'inizio votata al fallimento.
 
 
 
 
 
Autunno a Pechino, bene a dirlo non si accenna minimamente nè alla stagione autunnale nè alla Cina fu giudicato arduo alla sua comparsa perfino dagli amici di Vain, ma riletto oggi, a mezzo secolo di distanza, ci appare come uno degli esempi + limpidi e originali del suo stile.
 
 
 
il viaggio in EXOPOTAMIA si snoda come una ricerca, una conquista spirituale o alchimica, in fondo alal quale tuttavia non c'è la verità ma la catastrofe.
 
 
 
contiene forse un amaro riferimento autobiografico o + in generale un riflesso di un senso di disperazione e di inutilità che egli sotterraneamente percepiva e celeva sotto una vernice grottesca direttamente derivante dalla lezione di Alfred Jarry
July 04

de gustibus no delibitum est

Le cose che amo

 

 

 

  1. leggere
  2. scrivere
  3. teatro
  4. cinema
  5. cultura, non di massa
  6. mangiare
  7. Totò
  8. passeggiare sulla sabbia
  9. il mare in tempesta
  10. la pioggia
  11. la poesia
  12. anticonformismo
  13. A.
  14. la politica
  15. il mondo greco
  16. cantare ( anche se sono stonato)
  17. giocare a scacchi e a calcio
  18. gli occhiali da vista indossate dalle ragazze
  19. chiedermi il perché delle cose.
  20. amare ( e anche amare di fare l’amore e odiare di fare sesso per sfogo fisico)

 

 

 

Le cose che non amo

 

  1. la camorra
  2. Gigi d’Alessio
  3. i piercing
  4. tatuaggi
  5. le vajasse
  6. la volgarità in pubblico
  7. l’ignoranza
  8. la perfidia non intelligente
  9. la permalosità
  10. chattare e stare su msn
  11. l’avarizia se sei una persona ricca, lo sperpero se sei una persona povera
  12. i dogmi religiosi
  13. il fascismo e la destra politica
  14. la falsa concezione delle cose
  15. le persone presuntuose in qualsiasi campo
  16. il rispetto dovuto e non conquistato
  17. guidare
  18. studiare scolasticamente
  19. chi mi ordina di fare qualcosa
  20. le materie scentifiche
June 18

foscolo...sonetti & epigrammi

«Alla sera»

Metro: sonetto (ABAB, ABAB, CDC, DCD).

Forse perché della fatal quïete
tu sei l'immago a me sì cara vieni
o Sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,

e quando dal nevoso aere inquïete
tenebre e lunghe all'universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme

delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.

 

«Perché taccia»

Metro: sonetto (ABAB, BABA, CDC, DCD).

Perché taccia il rumor di mia catena
di lagrime, di speme, e di amor vivo,
e di silenzio; ché pietà mi affrena
se di lei parlo, o di lei penso e scrivo.

Tu sol mi ascolti, o solitario rivo,
ove ogni notte amor seco mi mena,
qui affido il pianto e i miei danni descrivo,
qui tutta verso del dolor la piena.

E narro come i grandi occhi ridenti
arsero d'immortal raggio il mio core,
come la rosea bocca, e i rilucenti

odorati capelli, ed il candore
delle divine membra, e i cari accenti
m'insegnarono alfin pianger d'amore.

 

 

«A Zacinto»

Metro: sonetto (ABAB, ABAB, CDE, CED). Da notare come le parole-rima delle quartine, tra l'altro di suggestiva congruenza semantica, si ripercuotano variamente in rime interne e assonanze nei primi undici versi.

Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco mar da cui vergine nacque

Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l'inclito verso di colui che l'acque

cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.

 

 

 

«In morte del fratello Giovanni»

Metro: sonetto (ABAB, ABAB, CDC, DCD).

Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de' tuoi gentili anni caduto.

La Madre or sol suo dì tardo traendo
parla di me col tuo cenere muto,
ma io deluse a voi le palme tendo
e sol da lunge i miei tetti saluto.

Sento gli avversi numi, e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch'io nel tuo porto quïete.

Questo di tanta speme oggi mi resta!
Straniere genti, almen le ossa rendete
allora al petto della madre mesta.

 

 

                  EPIGRAMMA IV

Dimmi tu, che pur sei mezzo algebrista:

come avvien questo? tu sei mezzo critico,

mezzo sacro dottore, mezzo ellenista

mezzo spartano, mezzo sibartico

mezzo poeta, mezzo freddurista,

mezzo frate, mezz' uomo, mezzo politico,

come in tante metà nulla è intero?

come tutto sommato fan zero?

June 15

posie di Federigo Garcia Lorca

E' vero


Ahi, che fatica mi costa
amarti come ti amo!
Per il tuo amore mi duole l'aria,
il cuore
e il cappello.
Chi mi compra
questo nastrino
e questa tristezza di filo
bianco, per tessere fazzoletti?
Ahi, che fatica mi costa
amarti come ti amo!
 
Notte d'amore insonne


Notte alta, noi due e la luna piena;
io che piangevo, mentre tu ridevi.
Un dio era il tuo scherno; i miei lamenti
attimi e colombe incatenate.

Notte bassa, noi due. Cristallo e pena,
piangevi tu in profonde lontananze.
La mia angoscia era un gruppo di agonie
sopra il tuo cuore debole di sabbia.

L'alba ci ricongiunse sopra il letto,
le bocche su quel gelido fluire
di un sangue che dilaga senza fine.

Penetrò il sole la veranda chiusa
e il corallo della vita aprì i suoi rami
sopra il mio cuore nel sudario avvolto.

 
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